Inauguro la rubrica 'Cronache universitarie', così, giusto per far capire in che stato versa l'università italiana. Almeno la facoltà di lettere e filosofia de La Sapienza. Non interesserà nessuno, ma, a pensarci un attimo, nessuno legge questo blog. Quindi, se i sillogismi paradossali non m'ingannano, questa rubrica interesserà chi legge questo blog. Sono al terzo anno, ne è passato di tempo da quando ero una matricola disorientata che si aggirava per la facoltà di lettere. Ora sono quasi un laureando disorientato. Inizio dal principio.
Posterulam era una piccola porta situata nella parte posteriore degli edifici, in un luogo nascosto. La postierla era quindi una porta segreta usata nei castelli e nelle fortezze come uscita di emergenza.
martedì 20 dicembre 2011
venerdì 9 dicembre 2011
Piazza Navona, sotto Natale.
Piazza navona, sotto natale, è ‘n’ vero inferno
Nun te poi move, tanta è la gente
Ce sta er rischio, te lo giuro, che ce rimani pe l’etterno.
Voresti tanto usci’ ma ‘n poi fa niente.
Stai lì che cerchi la sarvezza,
‘na via de fuga, ma barcolli,
ce sta ‘n pericolo a oggni artezza,
Dalla sòla de le scarpe a la punta d’i capelli.
Occhio ar piede, a ‘ndo lo metti,
nun l’hai visto er sampietrino?
Qua si caschi ‘n te riassetti,
te travorgono cor passeggino.
Perché la mamma, mica fessa
È uscita apposta cor neonato,
Pe fasse largo tra la ressa
Sta a tallona’er marcapitato.
Occhio ar cane! Nun l’hai visto?
È minuscolo, pare ‘n sorcio
Pure lui, povero cristo
come te cerca ‘no scorcio.
Poi sta’ attento ar palloncino;
Nun lo vedi ma tie’ presente
Che là sotto c’è ‘n bambino
lui procede spensierato tra la gente.
Ar centro la scultura der bernini:
Gange, nilo, rio e danubbio
La fontana dei quattro fiumi.
Ma so’ cinque, senza dubbio:
che diresti, se salissi sulle rocce
e guardassi sulla piazza?
“qua c’è ‘n fiume de capocce
d’ogni specie e d’ogni razza!”.
domenica 4 dicembre 2011
Urgenza
- Ciao.
- Ciao.
- ...
- ...
- ...
- Devi dirmi qualcosa?
- No, ma ne sento il bisogno.
- Di cosa?
- Di dirti qualcosa.
- E dimmela.
- Non posso, non esiste.
- Secondo te ha senso quello che stai dicendo?
- Sì.
- Quale?
- Non lo so.
- Mi fido...
- Grazie.
- ...
- ...
- Beh, allora ciao.
- Non ho finito.
- Ah, pensavo...
- No.
- Allora rimango qui ad ascoltarti.
- ...
- Ciao.
- ...
- ...
- ...
- Devi dirmi qualcosa?
- No, ma ne sento il bisogno.
- Di cosa?
- Di dirti qualcosa.
- E dimmela.
- Non posso, non esiste.
- Secondo te ha senso quello che stai dicendo?
- Sì.
- Quale?
- Non lo so.
- Mi fido...
- Grazie.
- ...
- ...
- Beh, allora ciao.
- Non ho finito.
- Ah, pensavo...
- No.
- Allora rimango qui ad ascoltarti.
- ...
sabato 3 dicembre 2011
Dov'è il caricabatterie? Saranno rimasti 5 minuti di autonomia. Vabbeh almeno ti sei acceso. Cazzo quanto ci metti però...dai! Ah cazzo, il quadernino, devo trovare il quadernino. Intanto accenditi computer di merda, quando torno ti voglio acceso. Ah eccolo. Dai computer, dai. Perfetto. 2 minuti: cazzo. Internet, Internet! Perché google chrome mi apre questa cazzo di pagina? Home. Blogger. Nuovo post. Cazzo dai che non c'è tem
lunedì 28 novembre 2011
è notte, e non c'è nessuno in giro. Scendo con la macchina per una curva stretta che termina su una via spesso trafficata. Un pezzo di strada che odio, vicino casa mia, dove non manca mai di palesarsi l'inciviltà di certi guidatori. è una una curva quasi sempre in discesa, nel senso che non succede quasi mai che una macchina salga. Ma può succedere, quindi non si può sorpassare, è pericoloso. Proprio l'altro giorno un' NCC, grande e grosso, visto che si era tutti in fila sulla curva per immettersi sull'altra via piena di macchine, ha pensato di superarci invadendo l'altra corsia. Nello stesso momento ha svoltato, per salire, un motorino che si è trovato l'enorme parallelepipedo nero di fronte. Una volta superato questo punto c'è un semaforo, che data la quantità di macchine, non si riesce mai a vedere solo verde. Passato il semaforo, e l'incrocio che regola, devi fare i conti con le macchine parcheggiate in doppia e tripla fila davanti a un bar che, per questo, non ho mai sopportato. Ma anche perchè a giudicare (sì, a giudicare) dalle macchine e dalle persone che sono fuori non deve essere un bel locale. Spesso ad intralciare il traffico sono macchine della polizia, vanno lì, perché per loro è gratis, mi ha detto un giorno un mio amico, dopo le mie colorite proteste.
venerdì 25 novembre 2011
Io sto andando a lezione, passo accelerato del ritardatario (quarto d'ora accademico già passato). Vado di fretta, e se sto pensando non me ne accorgo, nemmeno se ho qualche espressione particolare. Guardo per lo più a terra, sul brecciolino nemico dei frettolosi. Mi accorgo però che nella direzione in cui sto andando, a pochi metri da me, c'è una mano con dei volantini. Cambio leggermente traiettoria. Mentre lo faccio vedo l'appendice della mano, un braccio con tanto di busto e viso. Una ragazza, che guardandomi tende la mano cartacea verso di me, e pronuncia una frase che non ho mai sopportato. Il fatto che abbia parlato significa che quelli non sono dei semplici volantini prendi e getta, gratuiti, che esauriscono in sé stessi (e in genere in poche righe) il loro motivo d'essere, senza eccessive perdite di tempo, con il solo inconveniente di trovare un secchio. Il fatto che lei abbia interagito con te significa che il volantino è un pretesto con immagini che impietosiscono o disgustano, che ti sta per spiegare l'iniziativa di cui fa parte e di cui si è resa promotrice, che ti sta per chiedere dei soldi per una giusta causa.
Liberi di farlo, anche se vado di fretta e se hai visto che ho cambiato direzione, ma il fatto che tu mi abbia detto "dai, però fammi un sorriso", mi farebbe venire fretta anche se il tempo si fosse fermato. E che tu poi abbia aggiunto "non ci sto provando con te, eh" ha definitivamente allontanato ogni speranza che io mi fermi anche trenta secondi ad ascoltarti.
Avere fretta è una buona giustificazione all'essere intolleranti.
Una donna apre la portiera della sua macchina di colpo, molto velocemente, senza notare una moto che è costretta ad inchiodare per evitare lo scontro. Il motociclista guarda la donna attraverso il vetro del suo casco, con uno sguardo che solo i motociclisti che hanno subito un torto stradale sanno fare. La donna si giustifica:
- Beh, se vado di fretta ci sarà un motivo.
Liberi di farlo, anche se vado di fretta e se hai visto che ho cambiato direzione, ma il fatto che tu mi abbia detto "dai, però fammi un sorriso", mi farebbe venire fretta anche se il tempo si fosse fermato. E che tu poi abbia aggiunto "non ci sto provando con te, eh" ha definitivamente allontanato ogni speranza che io mi fermi anche trenta secondi ad ascoltarti.
Avere fretta è una buona giustificazione all'essere intolleranti.
Una donna apre la portiera della sua macchina di colpo, molto velocemente, senza notare una moto che è costretta ad inchiodare per evitare lo scontro. Il motociclista guarda la donna attraverso il vetro del suo casco, con uno sguardo che solo i motociclisti che hanno subito un torto stradale sanno fare. La donna si giustifica:
- Beh, se vado di fretta ci sarà un motivo.
domenica 20 novembre 2011
frastornati
Affacciandosi dal quinto piano di un palazzo, a due passi da Piazza Gioacchino Belli, dove abita una mia amica, si ha una straordinaria vista di Roma - delle vie di sampietrini, delle facciate di vecchi palazzi, dei tetti delle case trasteverine fino al cupolone e alle quadrighe in cima al Vittoriano- e del suo cielo, terso in un limpido pomeriggio di novembre.
Non ho mai visto così tanti stormi in vita mia. Erano almeno una decina, più o meno corposi, anzi, vista l'unità del corpo, più o meno grandi. Uno spettacolo, nel senso di puro intrattenimento; sembrava una vera e propria esibizione nei cieli della capitale, una manifestazione di chissà che cosa. Un cielo gremito di uccelli acrobati, mi avrebbe scritto più tardi la mia amica. è incredibile come riescano a muoversi tutti assieme, come ognuno abbia un suo posto, che mantiene spostandosi, un suo movimento, che non sbaglia mai. è incredibile come tutti lo rispettino, e disegnino un'armonia senza apparente motivo. è incredibile come riescano ad essere così tanti e formare un corpo solo, come riescano ad essere così veloci senza scontrarsi mai.
Mentre io e la mia amica siamo alla finestra, a fumare una sigaretta, lei con un libro in mano, chiedendomi aiuto su un passaggio che non le è chiaro, e io con un cellulare, chiedendole aiuto per trovare le giuste parole di un sms. E li osserviamo affascinati.
Mentre io e la mia amica siamo alla finestra, a fumare una sigaretta, lei con un libro in mano, chiedendomi aiuto su un passaggio che non le è chiaro, e io con un cellulare, chiedendole aiuto per trovare le giuste parole di un sms. E li osserviamo affascinati.
- Hai presente quel racconto di Calvino sugli storni che sta in un libro che però non mi ricordo...Palòmar!
- Pàlomar, casomai. No, non ce l'ho presente.
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