lunedì 14 novembre 2011

Allegoricamente

La notte c’era stato uno di quei temporali che sembrano voler entrare a tutti i costi dentro casa, scuotendo le serrande e picchiettando sui vetri, per allagare sogni e pavimenti. La mattina, fuori dalle finestre sprangate, minacciosa o tranquillizzata, è arrivata in silenzio: il suo umore è un mistero, al di là delle mura.
Quando si alza è consapevole di quello che è successo, dell’impetuosità della notte e della ritrosia velata della mattina. Potrebbe scoprirla in un attimo, affacciandosi da una finestra o uscendo in balcone. Ma preferisce accendere la luce. Si veste, fa colazione, si lava. Nel giro di venti minuti è pronto ad uscire. Dal portaombrelli, all’ingresso, fa capolino un manico, su cui si posa il suo sguardo mentre abbassa la maniglia della porta. Si scuote dagli occhi quell’immagine e chiude la porta dietro di sé.
Odia porsi domande quando teme la risposta.

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